Tecniche di effrazione: Come difendersi dai ladri | Andrea Gresia
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Tecniche di effrazione: Come difendersi dai ladri

Tecniche di effrazione: Come difendersi dai ladri

I furti nelle abitazioni, ed in particolare in appartamento, sono purtroppo all’ordine del giorno. Allarmati dai continui casi riportati tra i fatti di cronaca, abbiamo imparato tutti almeno l’abc della prevenzione di un furto all’interno della nostra casa. Dall’accortezza di lasciare qualche luce accesa quando siamo fuori casa, alla precauzione con cui aprire la porta agli estranei: sappiamo bene ormai che spesso i malintenzionati si spacciano per operatori di compagnie telefoniche, energetiche e via dicendo.

La percentuale maggiore di furti in appartamento avviene comunque quando la casa è vuota. Per questo è bene lasciare sempre segnali della propria presenza, a partire dalla cura degli esterni (un giardino o un vialetto trasandati possono suggerire l’idea che la casa sia abbandonata). Talvolta questi accorgimenti possono però non essere sufficienti a scoraggiare i ladri di turno. Per prevenire le loro mosse, bisogna anzitutto essere consapevoli dei metodi che il ladro potrebbe utilizzare per introdursi nel tuo appartamento.

 

Tecniche di effrazione: le 3 più utilizzate

Sembra incredibile, ma spesso ci si rende conto di esser stati derubati solo a furto già avvenuto. Questo perché le tecniche oggi utilizzate per introdursi negli appartamenti sono studiare per recare il minimo danno e rumore, così da rendere molto difficile cogliere il ladro in flagrante.

Tra le tecniche di effrazione più comuni vi è la Key Bumping, che avviene per mezzo di una chiave con denti uguali, usata insieme ad un oggetto rigido ed un ferro a forma di L: armati di questi strumenti, si possono allineare i pistoni e far ruotare il cilindro. Aprire la porta richiede così pochi secondi e nessuno se ne accorge.

Esiste poi la Lockpicking, uguale alla precedente ma effettuata per mezzo di un grimaldello, che con poche manovre simula la funzione di una chiave.

Infine c’è la Pongata, che sfrutta quel momento di distrazione che può capitare a tutti. Basta lasciare le chiavi incustodite: il malintenzionato farà una foto, che sarà sufficiente a riprodurle fedelmente. Oppure, il ladro potrebbe venire a nostra insaputa a studiare la serratura della nostra porta, per poi farne un calco mediante resine e prodotti chimici, in base al quale riprodurre la chiave necessaria.

 

Le tue serrature sono a prova di scasso?

Si definisce serratura di sicurezza un dispositivo che permette di chiudere un serramento e che si apre solo con la sua chiave originale (serratura a chiave) oppure digitando l’esatto codice (serratura a combinazione). Fino a qualche decennio fa le serrature più affidabili erano le serrature a doppia mandata, che però oggi non garantiscono più un adeguato livello di sicurezza: le migliori sono ormai le serrature a cilindro europeo.

Questo tipo di serratura è più sicura perché è possibile eseguire masterizzazioni che permettono di aprire più sistemi con la stessa chiave, duplicabile unicamente dal rivenditore ufficiale se non dalla sola casa produttrice ed in presenza della tessera di identificazione rilasciata al momento dell’installazione della serratura. Inoltre, il cilindro di questo tipo di serratura è protetto da un defender antitrapano.

 

Chiave bulgara: cos’è

La chiave bulgara, così chiamata perché inventata sulla base di studi svolti dagli studi dei servizi segreti della Bulgaria, è uno strumento largamente usato per compiere furti in casa. Si tratta di un decodificatore che una volta inserito all’interno della serratura assume progressivamente la corretta dentatura della rispettiva chiave, permetto in pochi minuti di aprire la porta (anche con serratura a doppia mandata) senza commettere danni evidenti e senza alcun rumore.

La chiave bulgara permette di aprire e scassinare la serratura di una porta in pochissimo tempo e senza destare alcun sospetto. Se un ladro tentasse di aprire la porta della tua casa con una chiave bulgara, i tuoi vicini non potrebbero in alcun modo accorgersi del furto in atto, perché il malintenzionato sarebbe dentro in una frazione di secondi. Al tuo ritorno, potresti accorgerti dell’avvenuta effrazione soltanto notando la mancanza di alcuni oggetti all’interno della tua abitazione, perché questa tecnica di effrazione non lascia alcun segno neanche sulla porta.

 

Le classi Anti-Effrazione

Un serramento (porta, inferriata, eccetera) viene sottoposto a dei test, durante i quali un operatore simula il tentativo di effrazione di un ladro, e si valuta attentamente come il serramento ha risposto a tali test. I livelli anti-effrazione sono sei, ed un serramento supera la prova quando, pur uscendo rovinato o deformato dai tentativi di effrazione, non è stato possibile aprirlo o creare un passaggio sufficiente a lasciar passare una forma ovale dalle dimensioni della testa di una persona.

La classe 1 resiste soltanto al ladro che usa la forza fisica nel tentativo di introdursi nell’abitazione; la classe 2 resiste a tentativi di scasso con attrezzi semplici (come un cacciavite o delle tenaglie); la classe 3 supera il test effettuato con un piede di porco e simili; la classe 4 resiste anche al tentativo di scasso di un ladro esperto, che usa seghe, trapani e altri strumenti a batteria; la classe 5 respinge anche strumenti più sofisticati come seghe a sciabola, mentre la classe 6, quella più alta, non si piega neanche ad una potenza superiore.